L’origine dello Spiritual è molto incerta, anche se le ultime ricerche concordano su date che variano tra la fine del XVIII e l’inizio del secolo XIX.
Anno importante è il 1824 quando un gruppo di fuggiaschi della Carolina del Sud arrivò ad Haiti importando per la priva volta il canto Roll Jordan Roll. Da un punto di vista musicale il cammino del canto religioso negro ha avuto molte tappe, ma affonda le sue radici nei culti africani. La loro musica, inizialmente, mantenne gran parte delle caratteristiche africane, con l’inserimento di testi tratti dalla Bibbia, molto spesso solo frammenti di versetto ripetuti più volte, mentre l’accompagnamento ritmico utilizzava varie parti del corpo.
In numerosi altri casi è invece evidente che i neri utilizzarono canoni estetici dell’innodia bianca, inserendoli nella loro tradizione.
Ciò diede origine ad un nuovo tipo di canto, in cui l’utilizzo di strutture armoniche semplicissime ed una maggior compiutezza formale rimanda già ai vari innari metodisti o battisti, eccezion fatta per la base ritmica che rimane tipicamente d’impianto africano: ritmi sincopati e spostamenti di accenti, ai quali si deve aggiungere l’uso di caratteristiche timbriche della voce non propriamente europee, quali il canto a gola rilassata e il vibrato nelle tessiture basse. Permane inoltre la forma responsoriale che vede alternanza tra solista e coro mentre l’impianto tonale abbandona sempre più la scala pentatonica nel tentativo di produrre nell’intervallo di un semitono, con il risultato d’effetti quali il glissato, più tardi valorizzato dal jazz.
L’ultima forma dello Spiritual, che è anche la più recente, rileva l’impiego di forme e modelli dell’innologia tradizionale presentando versioni dei canti spesso a più voci, con cadenze armoniche perfette, ornamenti e variazioni spesso improvvisati; questo fu lo Spiritual che ebbe maggior diffusione tra il pubblico bianco.

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